Guida Vinted · verificata a ottobre 2026

Vinted e tasse: quando i guadagni vanno in dichiarazione dei redditi

Vendere l’usato su Vinted è tassato? Cosa comunica Vinted all’Agenzia delle Entrate con la soglia di 30 vendite o 2.000 €, cosa succede se non compili il modulo DAC7 e quando una vendita privata diventa un’attività. Con le fonti ufficiali.

Team VintefyAggiornato 13 min di lettura
Vinted e tasse in breveVerificato a ottobre 2026
Vendere cose tue
Non tassato
Soglia DAC7
30 vendite o 2.000 € l’anno
Cosa fa scattare
Una comunicazione, non una tassa
Vinted trasmette
Entro il 31 gennaio
Modulo non compilato
Saldo bloccato, poi vendite
Vendita occasionale con guadagno
Redditi diversi (art. 67 TUIR)
Attività abituale
Partita IVA + Vinted Pro

Da vinted.it/help, agenziaentrate.gov.it e TUIR. Non è consulenza fiscale.

In questa pagina
  1. La risposta breve
  2. Vendere l’usato su Vinted è tassato?
  3. La soglia DAC7: 30 vendite o 2.000 €
  4. Cosa comunica Vinted e cosa succede se non compili il modulo
  5. Quando diventa un’attività
  6. Casi pratici
  7. Come tenere traccia
  8. Le vendite che contano sono quelle che chiudi
  9. Vinted e tasse: le risposte

La risposta breve

Se vendi su Vinted i tuoi vestiti, le scarpe che non metti più, i giochi dei bambini, non paghi tasse e non devi dichiarare nulla: non è un’attività commerciale e quasi sempre vendi a meno di quanto hai pagato. Questo vale anche se superi le 30 vendite o i 2.000 € l’anno. Quella soglia è un’altra cosa: fa scattare l’obbligo di Vinted di comunicare i tuoi dati all’Agenzia delle Entrate (direttiva DAC7), e Vinted ti chiede di compilare un modulo. Non è una tassa.

Le tasse arrivano quando cambia la natura di quello che fai: compri per rivendere, vendi con regolarità, ragioni in termini di margine. Una vendita occasionale con guadagno va tra i redditi diversi; un’attività abituale è un’impresa, con partita IVA e account Vinted Pro. Il resto della pagina spiega dove passa il confine, cosa comunica Vinted esattamente e come tenere traccia per stare tranquillo.

Vendere l’usato su Vinted è tassato?

In Italia l’IRPEF colpisce i redditi elencati dal TUIR, e vendere un bene personale usato non ne produce nessuno. Non è reddito d’impresa, perché manca l’“esercizio per professione abituale” di un’attività commerciale richiesto dall’art. 55 del TUIR. Non è nemmeno un reddito diverso: l’art. 67, comma 1, lettera i) tassa i “redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente”, cioè le operazioni fatte per guadagnare, e svuotare l’armadio non lo è. Il giornale Il Post (9 novembre 2025) lo riassume così: vendere vestiti vecchi o quello che trovi in cantina, di solito a prezzi simbolici, non è un’attività commerciale, quindi niente IRPEF e niente IVA.

C’è anche un motivo pratico: quasi sempre vendi in perdita. Un capo pagato 60 € e rivenduto a 15 € non ha generato alcun guadagno da tassare, qualunque sia il numero di vendite. Come nota Money.it (29 marzo 2026), una vendita sotto il prezzo d’acquisto non produce plusvalenza imponibile, indipendentemente da quante ne fai e da quanto incassi in totale. E, al contrario, non esiste un tetto di incasso sotto il quale sei al sicuro per definizione: cinquecento braccialetti venduti a 1 € l’uno sono 500 € di incasso, ma possono essere un’attività.

Tre situazioni, tre regole:

  • Vendi cose tue, comprate per usarle. Nessuna tassa, nessuna dichiarazione, nessuna partita IVA. Anche sopra le soglie DAC7.
  • Fai una vendita occasionale con guadagno. Hai comprato un pezzo raro a 50 € e lo rivendi a 200 €: i 150 € di guadagno sono un reddito diverso (art. 67 TUIR) da dichiarare, senza IVA e senza partita IVA.
  • Vendi in modo abituale e organizzato. È reddito d’impresa (art. 55 TUIR): partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese, contributi INPS, IVA, e su Vinted l’account Vinted Pro.

La soglia DAC7: 30 vendite o 2.000 €

La DAC7 è la direttiva europea 2021/514 sulla cooperazione fiscale, recepita in Italia con il D.Lgs. 1 marzo 2023, n. 32 (Gazzetta Ufficiale n. 72 del 25 marzo 2023). Obbliga le piattaforme come Vinted a raccogliere e trasmettere i dati dei venditori che vendono beni, con un’eccezione per i piccoli: il comunicato dell’Agenzia delle Entrate del 21 novembre 2023 esclude i venditori per cui la piattaforma ha facilitato “meno di 30 attività pertinenti” e il cui corrispettivo totale “non è superiore a 2mila euro nell’anno”. Basta superarne una: 30 vendite da 5 € fanno scattare la comunicazione quanto una vendita da 2.100 €.

Vinted applica la regola così, secondo l’articolo Cos’è la DAC7? del centro assistenza (verificato a ottobre 2026): devi compilare il modulo se in un anno solare completi almeno 30 vendite o guadagni più di 2.000 €. Vinted ti avvisa quando raggiungi una soglia; se non ricevi niente, non devi fare niente, ma puoi controllare il tuo stato in qualsiasi momento. La scadenza per il modulo è l’inizio di gennaio dell’anno successivo oppure 60 giorni dal raggiungimento della soglia, quello dei due che arriva dopo. Esempio di Vinted: 30 vendite il 1° marzo, modulo entro i primi di gennaio dell’anno dopo; 30 vendite il 15 dicembre, modulo entro 60 giorni.

Le soglie si contano per anno solare e per piattaforma: il 1° gennaio il conteggio riparte da zero, e le vendite fatte su altri siti non si sommano a quelle di Vinted. E il “guadagno” di cui parla Vinted è l’incasso lordo che ti arriva nel Saldo, non la differenza con quello che avevi pagato: è un dato di comunicazione, non un calcolo fiscale.

Cosa comunica Vinted e cosa succede se non compili il modulo

Il modulo DAC7 di Vinted è precompilato: ti chiede di confermare i dati anagrafici e di inserire quelli fiscali. Quello che viene trasmesso sono i tuoi dati anagrafici e fiscali (nome, indirizzo, codice fiscale), l’IBAN del conto su cui trasferisci il Saldo e, per ogni trimestre, gli importi che ti sono stati accreditati; le FAQ dell’Agenzia delle Entrate per i gestori di piattaforme (9 febbraio 2024) precisano che gli importi vanno indicati al netto delle commissioni trattenute, riportate a parte trimestre per trimestre. Vinted invia questi dati a gennaio dell’anno successivo alle autorità competenti (per l’Italia l’Agenzia delle Entrate) e te ne manda una copia; la pagina DAC7 dell’Agenzia delle Entrate (aggiornata al 23 febbraio 2026) fissa la scadenza “entro il 31 gennaio dell’anno successivo” e lo scambio con gli altri Stati UE entro i due mesi seguenti. Vinted dichiara che i dati sono cifrati e usati solo per questo scopo.

Se non compili il modulo entro la scadenza, Vinted limita l’account in due passaggi, come descrive lo stesso articolo:

  1. Il Saldo Vinted viene bloccato: non puoi trasferirlo sul conto né usarlo per comprare.
  2. Puoi fare ancora una vendita, poi la vendita viene disattivata del tutto.

Puoi continuare a comprare con altri metodi di pagamento e riprendere a vendere in qualsiasi momento compilando il modulo. In altre parole: il modulo non è negoziabile, e rinviarlo ti blocca solo i soldi. Vinted precisa anche che solo i venditori professionali potrebbero dover dimostrare di non aver realizzato un profitto; per un privato che vende cose sue, la comunicazione finisce lì.

Cosa fa l’Agenzia delle Entrate con quei dati? Li incrocia con la tua dichiarazione. Avere 40 vendite e 1.200 € di incassi non attiva nulla da solo; avere 900 vendite in un anno, IBAN e nessuna partita IVA, sì. Secondo Studio Pizzano (15 gennaio 2026), nel 2026 i controlli si sono intensificati e diversi contribuenti stanno ricevendo lettere dell’Agenzia, che ora dispone di dati strutturati anno su anno e può individuare più facilmente i venditori abituali. Il Post riporta la logica: oltre la soglia l’Agenzia può presumere un’attività commerciale, e spetta a te dimostrare il contrario, per esempio con le ricevute d’acquisto.

Quando diventa un’attività

La legge non dà una cifra. Il criterio è l’abitualità dell’art. 55 del TUIR, e l’Agenzia la ricostruisce dai comportamenti. Questi sono i segnali che contano, raccolti da Fisco e Tasse (4 novembre 2025), Studio Pizzano e Il Post.

Segnale 1

Compri per rivendere

Stock, mercatini, saldi, altri annunci Vinted: se l’articolo entra in casa tua già con l’idea di rivenderlo, l’intento è commerciale, anche se è usato.

Segnale 2

Vendi con continuità

Pubblicazioni ogni settimana, ricambio costante dell’armadio, stesse categorie e taglie diverse dalle tue. Il fisco guarda la frequenza nel tempo, non il singolo mese.

Segnale 3

Hai una logica di margine

Prezzi studiati sul mercato, offerte e Boost regolari, ripubblicazioni programmate. Una politica dei prezzi competitiva è tra gli indizi citati dai commercialisti.

Segnale 4

Volumi incompatibili con il caso

La Cassazione ha giudicato impresa chi vendeva oltre 1.600 paia di scarpe in due anni: quel volume era “incompatibile con la casualità”, negozio o meno.

Nessun segnale da solo è una condanna. Chi vende 60 capi dell’armadio in un anno dopo un trasloco ha superato le 30 vendite, ma non ha comprato per rivendere e non ha margine: resta un privato. Chi compra ogni sabato al mercatino e pubblica dieci annunci la domenica fa impresa anche a 1.500 € l’anno. Il punto non è il numero, è la ripetizione dell’acquisto-rivendita.

Quando l’attività è abituale, le conseguenze arrivano insieme: partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese, contributi INPS della gestione commercianti (con un minimo fisso di 4.611,64 € nel 2026 secondo la circolare INPS 14/2026, riportata da Euroconference News, 10 febbraio 2026), imposte sui ricavi e, su Vinted, l’obbligo di passare all’account Pro: l’articolo Vendita commerciale dice che gli account standard non possono essere usati per la vendita professionale, nemmeno per un reddito extra, e che Vinted può limitare e poi bloccare chi continua dopo un avviso. Per un’attività piccola il regime forfettario rende tutto gestibile: fino a 85.000 € di ricavi, imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni, a certe condizioni) e niente IVA sulle vendite, secondo la scheda dell’Agenzia delle Entrate (21 luglio 2026). Costi, iscrizione e obblighi sono nella guida Vinted Pro.

Casi pratici

Quattro profili di venditore, con quello che devono fare davvero. Regole verificate a ottobre 2026 su vinted.it/help e agenziaentrate.gov.it; i numeri sono esempi.

Quattro venditori Vinted e i loro obblighi
ProfiloModulo DAC7TassePartita IVA / Vinted Pro
Giulia svuota l’armadio: 18 vendite, 640 € in un annoNo (sotto entrambe le soglie)Nessuna: cose sue, vendute in perditaNo
Marco dopo il trasloco: 55 vendite, 1.700 € in un annoSì (oltre 30 vendite)Nessuna: cose sue, nessun guadagnoNo
Sara rivende una borsa rara: 3 vendite, 2.300 €, guadagno 600 €Sì (oltre 2.000 €)Il guadagno (600 €) tra i redditi diversi, art. 67 TUIRNo
Luca compra ai mercatini e rivende: 400 vendite, 9.000 € in un annoSìReddito d’impresa: forfettario 15% (5% i primi 5 anni) + INPSSì, entrambi
Fonte: vinted.it/help/1308, Agenzia delle Entrate (DAC7, regime forfetario), TUIR artt. 55 e 67; importi di esempio

Il caso di Marco è quello che spaventa di più e non dovrebbe: il modulo DAC7 è una formalità di dieci minuti, i suoi dati vengono comunicati, e la sua dichiarazione dei redditi non cambia di una riga. Il caso di Sara è il più trascurato: una sola vendita con guadagno è già un reddito diverso, anche se è l’unica dell’anno. Il caso di Luca è quello che l’Agenzia cerca: sopra o sotto le soglie, è un’impresa dal primo mercatino.

Come tenere traccia

Il modo più semplice per non avere problemi è poter dimostrare in cinque minuti cosa hai venduto e da dove veniva. Non serve contabilità: serve un foglio. Questo è quello che consigliamo a chi vende con regolarità, anche da privato.

Un dettaglio che aiuta anche a vendere: un annuncio con marca, taglia, stato preciso e prezzo coerente è la stessa informazione che ti serve nel foglio. Compila bene l’annuncio una volta e hai già la riga pronta. Per un armadio che gira, il generatore di descrizioni Vinted ti dà la base in pochi campi.

Le vendite che contano sono quelle che chiudi

Chi vende con regolarità sa dove va il tempo: non nel modulo DAC7, nelle foto. Spazio, luce, gruccia, ritocco, per ogni capo. E le foto scure scattate sul letto, chi compra le scorre senza fermarsi. Vintefy trasforma una foto del telefono in una foto da annuncio in circa 30 secondi: su sfondo pulito e luminoso, oppure indossata da un modello realistico, con titolo, descrizione e prezzo suggerito generati insieme. Tutti gli sfondi, senza filigrana, su ogni piano. I piani sono abbonamenti mensili, da 19 €/mese per 60 foto, crediti rinnovati ogni mese, disdici quando vuoi. Più di 2.400 venditori lo usano già. Cosa fa cliccare chi compra è spiegato in vendere di più su Vinted.

Guida indipendente. Non affiliata a Vinted, né sponsorizzata o approvata da Vinted. Non è una consulenza legale o fiscale.

Vinted e tasse: le risposte

Quanto si può vendere su Vinted senza pagare tasse?

Non esiste una cifra. Se vendi i tuoi vestiti e oggetti usati, quelli che avevi comprato per te, non paghi tasse né a 500 € né a 5.000 €, perché non è un’attività commerciale e di solito li vendi a meno di quanto li hai pagati. Le tasse scattano per la natura dell’attività, non per l’importo: comprare per rivendere con guadagno è imponibile dal primo euro. La soglia di 30 vendite o 2.000 € riguarda solo la comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate.

I guadagni su Vinted vanno nella dichiarazione dei redditi?

Se vendi roba tua, no: non è reddito, e non c’è niente da dichiarare. Se hai fatto una vendita occasionale con guadagno (un pezzo raro comprato apposta e rivenduto a di più), il guadagno va tra i redditi diversi come “attività commerciale non esercitata abitualmente”, art. 67 del TUIR: rigo D5 (codice 1) del 730 o quadro RL del modello Redditi. Se vendi in modo abituale e organizzato, sei un’impresa: serve la partita IVA e i ricavi vanno dichiarati come reddito d’impresa.

Vinted comunica all’Agenzia delle Entrate?

Sì, per legge. Dal 2023 (direttiva DAC7, recepita con il D.Lgs. 32/2023) le piattaforme comunicano entro il 31 gennaio di ogni anno i dati dei venditori che nell’anno precedente hanno fatto almeno 30 vendite o incassato più di 2.000 €. Vinted ti chiede prima di compilare un modulo precompilato e ti manda una copia di quello che trasmette. Sotto entrambe le soglie non comunica nulla.

Cosa succede se supero i 2.000 euro su Vinted?

Vinted ti avvisa e ti chiede di compilare il modulo DAC7 con i tuoi dati fiscali. A gennaio dell’anno successivo trasmette all’Agenzia delle Entrate i tuoi dati anagrafici e fiscali, l’IBAN e gli importi incassati trimestre per trimestre. Non è una tassa e non cambia il tuo status: se hai venduto cose tue, resta tutto non imponibile. L’Agenzia può però chiederti chiarimenti, quindi tieni traccia di cosa hai venduto.

Cosa succede se supero le 30 vendite su Vinted?

Lo stesso dei 2.000 €: basta una delle due soglie. Trenta vendite da 5 € sono 150 € di incasso, eppure fanno scattare il modulo DAC7, perché conta il numero di transazioni. Compila il modulo entro l’inizio di gennaio dell’anno successivo o entro 60 giorni dal raggiungimento della soglia, quello che arriva dopo, e continua a vendere normalmente.

Cosa succede se non compilo il modulo DAC7 su Vinted?

Vinted limita l’account in due passaggi: prima blocca il Saldo Vinted, che non puoi più trasferire né usare per comprare; poi, dopo un’ultima vendita, disattiva la vendita. Puoi ancora comprare con altri metodi di pagamento. Appena compili il modulo, tutto torna attivo. Ignorarlo non ti evita la comunicazione: la ritarda e ti blocca i soldi.

Quando serve la partita IVA per vendere su Vinted?

Quando l’attività è abituale: compri (anche usato) per rivendere, pubblichi con continuità, hai una logica di prezzo e di margine. Per il TUIR è l’“esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva” di un’attività commerciale. Non c’è una soglia in euro nella legge, e la cifra di 5.000 € che gira online non è una soglia di legge per la vendita di beni. Con la partita IVA devi anche passare all’account Vinted Pro.

Vendere su Vinted è tassato se vendo in perdita?

No. Una vendita sotto il prezzo d’acquisto non produce nessun guadagno, quindi niente da tassare, qualunque sia il numero di vendite o il totale incassato. È il caso tipico di chi svuota l’armadio: un cappotto pagato 120 € e rivenduto a 35 € è una perdita di 85 €, non un reddito. Conserva scontrini o ricevute quando ce li hai: sono la prova migliore se arrivano domande.

Vintefy

Le tasse sono chiare. Ora fai vendere gli annunci.

Una foto del telefono diventa una foto da annuncio, su sfondo pulito o indossata da un modello realistico, con titolo, descrizione e prezzo generati. Circa 30 secondi per capo.